Radar meteorologici

Radar meteo Sud Alpi

Radar meteo Nord Alpi

I radar meteorologici

Il RADAR, acronimo di radio detecting and ranging, è uno strumento che permette di esplorare da un unico punto di misura una vasta porzione di atmosfera. Nato durante la Seconda Guerra Mondiale per scopi militari al fine di monitorare la presenza e lo spostamento di aerei e navi, a partire dagli '50 e '60 si iniziò ad impiegarlo anche in campo meteorologico. Esso ha notevolmente ampliato e perfezionato la possibilità di monitorare in tempo reale, con elevata risoluzione spaziale, i fenomeni di precipitazione, anche quelli a spiccata caratterizzazione locale. Tale strumento permette di localizzare con precisione, all'interno di una determinata area, la precipitazione in atto, di stimarne l'intensità e infine, tramite opportune tecniche di elaborazione dei dati, di seguirne dettagliatamente lo spostamento e l'evoluzione. Radar del Monte Grande (Arpa Veneto) Il principio di funzionamento del radar si basa sull'emissione di un impulso elettromagnetico nell'atmosfera. L'emissione degli impulsi, eseguita variando la direzione verso cui punta l'antenna, consente di indagare un determinato volume atmosferico (scansione volumetrica). Ove siano presenti degli ostacoli, che nel caso meteorologico sono le precipitazioni (pioggia, neve e grandine), le onde elettromagnetiche vengono riflesse e ritornano al radar. La lunghezza d'onda emessa permette di "vedere" solamente gli ostacoli che hanno delle dimensioni particolari. Le goccioline d'acqua presenti nelle nubi, molto piccole, non possono essere rilevate; stessa sorte è destinata anche a tutti gli oggetti con dimensioni significativamente superiori a qualche centimetro. L'analisi dell'eco riflesso consente lo studio del tipo e della distribuzione nell'atmosfera delle meteore che lo hanno generato. La grandezza fondamentale misurata dal radar è la riflettività, che dipende dalla densità, dalle dimensioni e dallo stato fisico delle meteore presenti nel volume di atmosfera indagato. I valori di riflettività possono essere convertiti in valori di intensità di precipitazione mediante l'utilizzo di opportuni algoritmi dipendenti dal tipo di precipitazione. I radar multiparametrici, di cui un esempio è il radar di Monte Grande (veneto), permettono di analizzare in base a diversi parametri lo stesso evento meteorologico, in modo da ottenere una stima più precisa dell'intensità di precipitazione o, in generale, un monitoraggio più dettagliato degli eventi meteorologici. Molti radar posso operare in due modalità: "normale" e "doppler". In modalità "normale", il radar consentono il controllo delle precipitazioni entro un raggio di 240 km mentre in modalità doppler entro un raggio di 120 km. Al diminuire della copertura aumenta però la risoluzione spaziale dei dati. I valori delle grandezze misurate dal radar vengono riferiti a porzioni contigue di atmosfera che proiettate su un piano orizzontale hanno le dimensioni di 2x2 km in modalità normale e 1x1 km in modalità doppler.

Radar meteo Quando il radar opera in modalità doppler è possibile misurare la velocità di sposatamento delle idrometeore e la loro turbolenza. I dati radar vengono acquisiti ogni 15 minuti, e sono relativi ad un volume di atmosfera che si estende fino a 12 km di altezza s.l.m. La rappresentazione delle grandezze avviene tramite immagini nelle quali i diversi valori da esse assunti sono evidenziati tramite falsi colori, ciascuno dei quali corrisponde ad una determinata classe di valori. Si possono ottenere sezioni orizzontali (CAPPI) dei volumi di dati raccolti, relative a diverse altezze dal suolo a partire da una quota minima di 1000 metri. Sono possibili inoltre delle sezioni verticali lungo direzioni arbitrarie scelte dall'operatore, delle proiezioni orizzontali dei massimi valori di riflettività misurati, le altezze massime alle quali si registrano gli echi, le altezze alle quali si registrano gli echi di maggiore intensità e i profili verticali della velocità del vento. Le immagini generate in tempo reale dal software, vengono utilizzate dal meteorologo per previsione a brevissimo termine, ovvero il nowcasting. Esso rappresenta il settore più giovane e innovativo della meteorologia applicata e richiede input di elevato contenuto tecnologico e scientifico. Fornendo una stima quantitativa della precipitazione in atto con alta risoluzione spaziale, il radar permette la localizzazione molto precisa dei fenomeni di precipitazione. In tal modo vi è la possibilità di seguire l'evoluzione dei corpi nuvolosi precipitanti e di prevederne lo spostamento a distanza di poche ore. Queste informazioni risultano di grande utilità per Protezione Civile, Prefettura, Genio Civile, ecc. in situazioni meteorologiche particolarmente avverse. Tutti i dati significativi vengono comunque archiviati e possono essere utilizzati per l'analisi di particolari eventi.